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I
corsi del Serchio che attraversavano la piana rappresentarono un problema per
l’insediamento delle popolazioni, ma al tempo stesso favorirono lo sviluppo
agricolo e commerciale dell’area.Nel
V secolo, col decadere della potenza romana la pianura lucchese subì un brusco
peggioramento,cessarono i lavori di sistemazione dei corsi d’acqua e la cura
delle strade e dei ponti, i fiumi della zona tornarono ad alluvionare
frequentemente la campagna e le parti più basse del territorio si trasformarono
in aree palustri. In particolare, il letto dell'Arno, sospinto dalle
fiumane dell'Era, penetrò fra le Cerbaie e il Monte Pisano fino a Bientina,
trascinando detriti che andavano ad ammassarsi, a mo' di argine naturale, sul
lato meridionale del lago, il quale cosi si formò. Il Lago di Bientina,
con una superficie di quasi 40 kmq era
il più esteso fra i laghi della Toscana ed il suo immissario principale era
l'Auser (oggi
Serchio)..Al 1786 risale il progetto per lo svuotamento
e la bonifica del lago che prevedeva la botte sott'Arno dell'ingegner
Ciaccheri.Il lago fu poi prosciugato nel 1859 mediante l'opera di Alessandro Manetti che scavò il
canale emissario Imperiale, oggi di Bientina, e realizzo la cosiddetta “Botte”,
condotto sotterraneo lungo circa 255 mt. L’ingegnoso sistema a sifone che
tuttora sottopassa l'Arno permette al canale di proseguire autonomamente verso
il mare. Dal
1756 al 1763 Leonardo Ximenes realizzò un complesso sistema
di canali. Uno di questi collegava il lago all'Arno, allo scopo di ottenere non
tanto il prosciugamento della zona, quanto il ricambio costante delle acque per
risolvere il problema dell'insalubrità dell'ariaIl prosciugamento completo del lago, avvenne
mediante un complesso meccanismo di canalizzazione mai definitivamente
concluso.Le
opere di bonifica e di sistemazione, difatti, continuarono dopo la fine della
prima guerra mondiale e si protrassero fino al 1940.L'ultimo
progetto sull'assetto idraulico del bacino del Bientina e dell'Ente Maremma
(ora Ente Toscano di Sviluppo Agricolo) risale al 1975. Gli studi e i progetti
continuano e si prospettano interventi tesi al risanamento dall'inquinamento
idrico di tutto il Bacino.
Inquadramento geografico
Il bacino imbrifero del torrente del Bientina
è, in gran parte sito nel territorio provinciale di Lucca, ed in particolare
nei Comuni di Altopascio, Borgo a Mozzano, Camaiore, Capannori, Lucca,
Massarosa, Montecarlo, Pescaglia e Porcari, ed in parte nella Provincia di
Pisa, nei comuni di Bientina, Buti, Castelfranco di Sotto, Santa Croce
sull’Arno, Santa Maria a Monte, S.Giuliano Terme, Calcinaia e Vicopisano.

Il corpo idrico principale è il Canale
Emissario di bientina,con una lunghezza totale di 38 km, nel quale confluiscono
una numerosa serie di canali artificiali di varie dimensioni che convogliano le
acque afferenti, alcuni di questi canali coincidono con corsi d’acqua che si
dipartono dai versanti, altri sono invece veri e propri collettori artificiali
realizzati al fine di regimare il deflusso delle acque nel Padule.Il Canale Emissario Bientina
nasce dalla confluenza tra il Canale Rogio e il Rio Navareccia sul territorio
di Bientina, quasi all’estremità Nord. Il bacino di monte, in corrispondenza di
suddetta confluenza, presenta una superficie di circa 173 kmq.,La sezione di chiusura del bacino, in
corrispondenza de “la Botte”, impone il passaggio di una portata di circa 85
mc/s. All’altezza della botte abbiamo un area di 408 km2, con un’elevazione
media pari a 97 m s.l.m, e una pendenza media pari al 13,7 % (c è file nei
preferiti)Pertanto
il territorio comunale, si presenta assai depresso in termini altimetrici, e
caratterizzato da un elevata pericolosità idraulica e rischio di ristagno;
fenomeni esondativi e di ristagno sono assai frequenti, anche per eventi
meteorici non eccezionali.Nel
Padule sono presenti, al fine di evitare il ristagno e favorire il deflusso dei
volumi esondati, alcuni impianti idrovori.
